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Musica TRAP, è il genere più alla moda del 2018

TRAP che Passione. Ma da dove è uscita?

Forse esiste da oltre vent’anni. Eppure è solo negli ultimi tempi che il grande pubblico si è avvicinato al magico mondo della trap. Anche troppo. Dal momento che il fenomeno trap ormai è massiccio e virale: provate a scrivere trap lituana o trap qatariota su Youtube, resterete senza parole. Un movimento globale che, grazie alla potenza del web, abbraccia tutto il mondo, annullando il digital divide in tutto il pianeta Terra. Forse per la prima volta nella storia dell’umanità. Un fenomeno sociale che lascia a bocca aperta, già al primo impatto, dal momento che i trapper si vestono da donna, bevono codeina e spiattellano nello stesso momento la loro fragilità interiore e la loro street attitude. Una sorta di movimento emo-gangsta per un mercato che non si preoccupa neanche più di essere credibile.
Per i pochi che non lo sapessero la trap è un sottogenere del rap e dell’hip hop. Secondo altri una sua evoluzione. Per chi conosce la musica, probabilmente, è solo un grande bluff, dal momento che la quantità ha totalmente assorbito la qualità. Immaginate un esercito di trapper che dalla California al Giappone rappano sulla stessa base, nella stessa tonalità, con la stessa metrica. Il tutto reso ancora più dannatamente simile dall’utilizzo smodato e obbligatorio dell’autotune. Per i più cinici: sempre la stessa canzone cantata in tutte le lingue del mondo.
Eppure, volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, la trap non è tutta da buttare. L’autotune ha spalancato le porte a mondi nuovi e inesplorati, uno strumento che ben presto sarà introdotto in tanti altri generi musicali. Inoltre, il contrasto tra la velocità della trap che viaggia a 150 bpm (pensate, un pezzo techno solitamente si aggira intorno ai 120), e il canto lento e sbiascicato, regala numerose varianti ritmiche. Infine, il trapper, rispetto ai suoi predecessori mc, tenta di offrire anche maggiori soluzioni melodiche, non solo nel ritornello. Certo, un’arma a doppio taglio, soprattutto in Italia, dal momento che l’evoluzione della trap sarà quasi sicuramente un pop cupo e leggero, un mix tra gatto matto e corvo torvo, che ben presto dimenticherà per sempre anche gli ultimi retaggi del rap.
Per quel che riguarda il tanto caro made in Italy probabilmente non c’è neanche bisogno di presentare i nuovi artisti trap, dal momento che sono più famosi degli ultimi vincitori di Sanremo. Da Ghali a Sfera Ebbasta, che tra l’altro vantano lo stesso produttore, il signor Charlie Charles; alla Dark Polo Gang, che invece è prodotta da Sick Luke, il figlio di Duke Montana, uno che 30 anni fa faceva rap con Ice One. Molto interessanti anche le sfumature drill dalla Liguria di Izi e Tedua; ebbene sì, la trap ha già i suoi sottogeneri. Per adesso le cose migliori dell’ondata di trap italiana si sono viste negli esperimenti di cross over. Carl Brave su tutti, che è riuscito a mescolare gli intimismi dell’indie alle sonorità trap; ma anche i Coma_Cose abili a miscelare le nuove sonorità con la tradizione dei cantautori italiani.
Poi ci sono anche quelli che ne fanno una specie di parodia seria come Magagna o Dolcenera. Un’atmosfera crepuscolare da sempre cara alla tradizione poetica nostrana che, proprio come cento anni fa, fa da contraltare alle tendenze futuristiche di Young Signorino e altri trapper che si divertono a inventare neologismi e onomatopee alla Marinetti. Un crollo culturale e dei valori che cento anni fa portò dell’arrivo del fascismo. Stavolta, speriamo di essere più fortunati.

 

I MIGLIORI AMPLIFICATORI COMBO PER CHITARRA

Gli amplificatori che hanno fatto e fanno la storia della musica?
Ecco un breve elenco degli ampli per chitarra elettrica più famosi ed utilizzati al mondo

1 – VOX AC30

ampli vox ac30
Il leggendario amplificatore per chitarra VOX AC30

Ampli referenza per gli amanti del suono british. Brian May, Status Quo e Noel Gallagher sono fra i tanti che utilizzano questo gioiello, che in tutte le sue varianti, anche la più piccola mantiene sempre un suono di alta qualità. Se cercate dei clean cristallini, provatelo, se volete fare metal, scartatelo. Prezzo : intorno ai 1300 euro

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Le 5 migliori testate metal per chitarra

TESTATE,  PREAMP, CASSE…

Facciamo una cosa alla volta. Eccoci alla scelta del nostra nostra testata e siamo certi di una cosa, il nostro suono di base è distorto, molto distorto. Di testate per suonare metal ce ne sono un bel po’ ma quale scegliere?
Ebbene si, facciamo metal e quello che cerchiamo é un amplificatore per chitarra che faccia tremare le pareti!
Ci sono una serie di parametri che possono fare la differenza quando cerchiamo un suono metal tra cui la scelta del tipo di ampli (valvolare, a transistor, simulazione digitale), che, ricordiamo è molto personale! Ogni chitarrista è alla ricerca del suo suono personale, per cui la regola d’oro è provare tutto i possibile fino a quando non trovate IL SUONO che vi piace.

Noi vi aiuteremo con una lista dei migliori, a nostro avviso, ampli in circolazione.

Mesa Boogie Triple Rectifier

Iniziamo con un grande classico, Mesa Boogie.
Questa testata con 3 canali, 1 clean e 2 overdrive, vi puo’ condurre da un blues tranquillo ad un death metal serrato. I 3 canali con 8 modi disponibili modi vi permettono di spaziare in una infinita serie di combinazioni.

Le valvole 5x12ax7 ; 6x6l6 ; 3x5u4 vanno cambiate una volta per anno ma per quanto riguarda la stabilità, quest’ampli è un carro armato. Pesa tanto quanto costa, ma quando collegate la vostra chitarra sicuramente non ve ne pentirete.

Con una buona chitarra anche i clean sono ottimi, per cui non preoccupatevi se cercate un minimo di versatilità . I crunch e le distorsioni sono enormi e vi danno quel tipico suono roccioso che è la caratteristica fondamentale dei suoni MESA.

Il settaggio dei suoni puo’ essere un po’ macchinoso, perchè  l’effetto di ogni knob spostato influisce sugli altri per cui è consigliato agire come segue: iniziare dal gain, continuare in ordine con alti, medi, presenza e poi finire con i bassi.

Testate Amplificatori Metal Mesa Boogie Triple Rectifier
Mesa Boogie Triple Rectifier

 

 

2 PEAVEY 6505+

Altro mostro sacro nel campo degli amplificatori metal, il Peavey costa meno delle testate Mesa Boogie, ma vi può dare le stesse soddisfazioni. 2 canali, clean/crunch e overdrive, vi faranno capire cosa significa veramente suonare con un ampli fatto apposta per il rock. La distorsione e il gain sono fenomenali e sono il frutto di anni di collaborazione con Eddie Van Halen, con il quale hanno prodotto per anni la vecchia 5150.

La struttura è sempre solida e massiccia, come il suono granitico che ne esce prodotto dalle 4 valvole 6L6C più le  6 12AX7 in preamplificazione. La bestiola possiede un EQ 3 bande per ogni canale e due knob per la risonanza e presenza (bassi e alti) (questi ultimi funzionano bene solo ad alti volumi)

TESTATE Metal amplificatore peavey
Peavey 6505 Plus

 

 

3  Randall Thrasher  Head

Randall, conosciuta ai più per essere la marca degli ampli di Dimebag Darrel dei Pantera (oltre a Randy Rhoads e altri simpatici assi delle 6 (e più)  corde costruisce ampli dal 1980. E sempre orientati al metal. Questo vi può fare intuire che se volete fare metal, RANDALL é una delle marche da prendere in considerazione. 120 W di pura potenza, 2 canali, 4 valvole 6L6.

La testata ha come detto 2 canali e ogni singolo canale dispone di un controllo GAIN, EQ 3 bande e Volume.
Anche suonando con le distorsioni più spinte non si perde mai la definizione del suono, nei soli e nei riff veloci. Attacco rapido e chiarezza permettono di suonare tutti i generi di metal con la stessa precisione e limpidezza. Tra le testate più cattive in circolazione, anche esteticamente.

 

4 ENGL FIREBALL 

La testata FIREBALL della ENGL (da provare insieme alla INVADER e alla POWERBALL ) ha molto in comune con la precedente RANDAL. Le 4 valvole 6L6 e i due canali permettono un agevole controllo del suono, buono anche sui puliti, ma la differenza la fa il canale distorto, suono grosso e botta sul palm muting, anche con accordature basse e chitarre a 7 corde. Suono meno caldo di altre testate, più aperto, ma che vi lascerà senza fiato se quello che andate cercando é la potenza.

 

Blackstar Series 1 S1-200

Una marca che molti in redazione hanno scoperto da poco, ma che subito ha catturato l’attenzione dei ‘puristi’. La Blackstar ha una serie di ampli ottimi, e le sue testate hanno riscosso un successo degno dei mostri sacri. L’ S1 può facilmente essere considerato uno dei migliori ampli metal del momento. Molto versatile (ottimi clean) é una vera é propria potenza: 200 W gestiti da 4 canali possono portare da un clean pulitissimo ad una distorsione estrema, passando per tutte le sfumature di crunch che desiderate. Se volete più che un ampli esclusivamente per fare metal, quest’opzione é da provare.

Le migliori drum machine VST 2018

Plug-in VST: drum machine!
Se siete producer e amate creare i vostri propri beat, l’utilizzo delle drum machine vi sarà sicuramente utile per le vostre composizioni. I beat maker conoscono bene questi plug-in e sanno che siamo di fronte a due tipi di macchine virtuali: una che emula gli hardware del passato, aggiungendo qualche funzione in più per renderli più flessibili e adattabili, l’altra che crea suoni digitali di ogni sorta, per un suono innovativo e utilizzato da chi ama sperimentare.

Ci sono tanti tipi di drum machine, qui elenchiamo i vst che hanno all’interno un mini sequencer che permette di programmare il proprio loop.

Qui un link con dei vst gratuiti e delle versioni trial, di seguito le descrizioni dei mostri sacri

Image-Line Groove Machine

 

imageline groove machine

Groove Machine ha otto canali (ognuno con 4 livelli per i sample), 5 synth con filtri, oscilatori, LFO e inviluppi, 10 effetti per ogni canale, funzione reverse, otto pattern da 8 misure, controllo midi, output multipli e il piano roll per editare le tracce. Non male!

Adatto a chi crea musica elettronica che varia con il passare dei secondi; con questa macchina potrete creare dei groove ed aggiungerci degli effetti. L’evoluzione del Groove Box, con funzioni che permettono l’utilizzo anche LIVE!!

FXpansion Geist

 

FXspansion Geist drum machine

Fxpansion Geist é una delle drum machine migliori, in termini di flessibilità e di qualità. La sua libreria é stupefacente e la facilità di utlizzo permette a chiunque di diventare suo fan.

Geist funziona bene con HIT singoli o sample loopati e in più é capace di tagliare loop in singoli colpi da assegnare a qualsiasi dei 16 pad. In più ha le automazioni che rendono il loop dinamico e infinitamente ricco di possiblità. Gli effetti sono di qualità ottima, spesso migliori di quelli integrati nelle workstation.

La funzione recording permette di registrare i loop direttamente  suonandolo ed addirittura tramite una fonte esterna si possono registrare audio e creare un beat da esso, tagliarlo, remixarlo ed usarlo nell’editor come se fosse un suono nativo.

Tramite un software che si chiama the SPLITTER potete inviare l’audio dalla vostra DAW direttamente in Geist.

Le potenzialità sono infinite e questo gli merita la fama che ha.

L’unico punto debole, é la potenza, bisogna essere provvisti di un’ottimo processore.

Rob Papen Punch

Punch Rob Papen Drum machine

 

Parliamo ancora di uno dei mostri sacri dei plug-in, Rob Papen.

I suoi synth facili da utilizzare e di ottima fattura fanno da spalla alla drum machine Punch. L’idea é infatti molto semplice: prendiamo i synth che sono ottimizzati per fare percussioni, inseriamoli in un layout chiaro e semplice, aggiungiamogli tutti i controlli per la definizione del nostro suono preferito e rendiamo tutto più spaziale con i migliori effetti della casa.

La libreria é enorme e i preset soddisfano la maggior parte degli utilizzatori.

Ogni set di batteria possiede vari editor, e i suoni possono essere scelti anche in questo caso tra i synth e i sample nativi, oltre che alla vostra libreria ovviamente.  Per chi non vuole perdere troppo tempo nella creazione del proprio suono, é l’ideale, tantissimi preset e sub-preset disponibili per le batterie, i pattern e interi setup completi, che potrete modificare e salvare tra i preferiti.

D16 Drumazon

drumazon D16 drum machine

Ecco un altro vst top di gamma nel mondo delle batterie digitali.

Questa drum machine era nata per emulare la TR-909 Roland, ma possiamo dire che é nettamente migliorata, come suono e come funzionalità.  I suoni possono variare dal tipico 909 kick all’ 808 con grande sub, dato che rispetto al vero 909 puo’ aggiungere un decay maggiore, un tune pitch e un controller per i toni.

In più per ogni sezione, hats, cymbals, snare e clap ci sono alcuni parametri fondamentali in aggiunta, come ad esempio il riverbero.

I suoni non sono identici al Roland, ma ci sono molto vicini. In più la quantità di suoni possibili lo rende molto più appetitoso del grande classico! Se fate musica ed usate la batteria elettronica, sicuramente lo amerete, per la sua transizione moderno-classico.

Sempre provvisto di un sequencer interno, di un ‘randomizzatore’ altamente controllabile.

iZotope BreakTweaker

 

iztope drum machine

Molti conoscono Izotope per Ozone, il suo plug-in dedicato al mastering.

Questo é il più innovativo dei plug-in in circolazione, allo stesso tempo drum machine/sequencer e

Ottimo per generare pattern poliritmici grazie ai suoi sei canali per i sequencer a 32 step, rende facili le variazioni nel tempo, dato che si possono programmare fino a 24 sequenze.

La vera innovazione di questo software é la funzione MicroEdit, che permette di applicare effetti, stutter e pitch shifting per ogni nota.

I sequencer hanno 3 Generator Lanes, che possono funzionare o con un doppio oscilloscopio, oppure con un sampler.
Svariati tipi di distorsione, controlli gain, pan mute e solo che aiutano a controllare le tracce (fino a 6 tracce possono essere inviate alla DAW)

Nella versione standard, si hanno a disposizione 2 GB di samples, tra drum e synths più un ottantina di preset é 100 synth generator preset. Molti pensano ad un utilizzo orientato verso la musica EDM e Dubstep, ma anche gli amanti della jungle e del chill out troveranno materiale per i loro pezzi.

MONITOR YAHAMA NS10, incredibile ma storici

Le Yamaha NS10, amore e odio.

Molti di voi ne avranno sentito parlare, altri invece non sanno che esistono, altri ancora li hanno usati e amati… o odiati.

Questi monitori in ogni caso hanno fatto la storia della discografia degli anni ottanta e novanta, diventando poco a poco il riferimento in fase di missaggio e mastering nella gran parte degli studi di registrazione del globo. Che avevano di speciale? In molti li hanno sempre disprezzati per la qualità del suono, altri li apprezzavano proprio per questo: i monitor Yamaha NS-10 mostravano tutti i difetti della fase di registrazione e del mix. I fortunati possessori possono confermarlo ancora oggi: povera di bassi, la cassa ha una risposta in frequenza enfatizzata sui medi, intorno ai 2 kHz. I medi quindi, enfatizzano i suoni più problematici e più fastidiosi all’orecchio umano tanto che molti produttori musicali erano sicuri che se un brano si sentiva bene su una Yamaha NS10 allora avrebbe suonato bene dappertutto. Senza i bassi che confondevano l’intero mix, con una forte ‘resistenza’ ai volumi alti, rendevano necessario un duro lavoro di pulizia delle frequenze più fastidiose, cosa che invece sugli altri monitor non veniva fatta in quanto il suono risultava già gradevole. Questo duro lavoro veniva premiato in fase di ascolto, dappertutto, dallo stereo della macchina all’ampli per audiofili, i mix erano ottimi.

Yamaha ns10

Nati nel 1978, erano stati concepiti come casse hi-fi, ma non ebbero tanto successo.  Fu un certo Bob Clearmountain, ingegnere del suono di Bruce Springsteen, Bryan Adams, Rolling Stone e Simple Minds, che iniziò ad usarle e farle acquisire notorietà. Qualche Grammy più tardi iniziarono a essere il riferimento per tutti i mix, ed erano in tutti gli studi di registrazione.

Tra i tecnici, nacque anche un un dibattito sui tweeter, che ad alcuni proprio non piacevano. Il signor Bob, per attenuare le frequenze dei tweeter poneva uno strato di carta igienica proprio su di essi e pare che il dibattito vertesse proprio su quanti strati e che tipo di carta utilizzare.

Dopo varie varianti, la Yamaha decide di fermare la produzione nel 2001, dopo 14 anni di onorata carriera, per lasciare posto ai nuovi MSP. La polpa della cellulosa utilizzata per fare i woofer era sempre più difficile da trovare e nessun materiale sembrava poter avere lo stesso effetto, per cui hanno creato la nuova linea.

Scopri come ottimizzare il tuo MAC LENTO

MAC LENTO? Mettigli il turbo!

Se il tuo Mac é stracarico di programmi e di file e non più quello di una volta, leggi quest’articolo. Se fai musica o lavori con la grafica, abituarsi alla lentezza non é possibile. Per cui prima di comprare un nuovo MAC prova queste operazioni: 

Prima di iniziare: controlla i piani di sostituzione Apple per alcuni lotti difettosi, non si sa mai. 

1. Riavvia il tuo MAC

Sembra stupido ma se sei uno di quelli che lascia il MAC perennemente acceso, riavvialo prima di eseguire le seguenti operazioni. 

2. Controlla l’avvio automatico

Quando installi le applicazioni con il tempo esse potrebbero aggiungersi alla lista degli avvii automatici. Esse potrebbero rallentare l’avvio oltre che consumare un po’ di CPU e rendere tutto più lento. Nelle preferenze di sistema / utenti e gruppi/ elementi di login.
Per eliminarli bisogna selezionarli e poi cliccare sul meno. Prima di eliminarli sii sicuro che non si tratta di file di sistema.

system preferences

3. Pulizia nelle preferenze.

Ancora nel pannello delle Preferenze di sistema c’é una sezione chiamata in basso a tutto.  Se ci sono molti elementi ci sono molte possibilità che non siano in uso. Potrebbero essere stati lasciati da qualche applicazione che magari avete cancellato. Di solito si possono eliminare cliccandoci sopra ed entrando nelle loro stesse impostazioni. Se non é possibile, si possono eliminare nella cartella: ~/Libreria/PreferencePanes.

mac lento

4. Pulizia nella dashboard

Se avete molti widget che non utilizzate, pensate ad eliminarli. Tenete lo stretto indispensabile per voi.

All these widgets are nice to have but they also take up valuable resources from your computer. Se volete completamente eliminare
la dashboard potete farlo via terminale: apritelo e copiateci le seguenti linee:

defaults write com.apple.dashboard mcx-disabled -boolean YES

e poi 

killall Dock

Questo chiuderà la dashboard completamente. Se volete riattivarla, invece di YES bisognerà scrivere NO. 

5. Se avete Time Machine, scegliete voi quando fare il backup.

Time Machine é un ottimo strumento di backup. Il problema é che esegue un backup all’ora e questo rende il mac più lento per forza di cose. Siete obbligati a scaricarvi un’altra applicazione perché nelle impostazioni native di Time Machine c’é ben poco da configurare. L’applicazione é gratuita e vi permette di settare il backup come preferite. TimeMachineEditor.

6. Pulizia dell’ hard disk 

Controllate che il vostro disco duro non sia  pieno. Con i tempi che corrono basta pochissimo a riempire un Tera. Controllate le vostre applicazioni di foto e musica. Altra fonte di spazio riempito é la cartella in cui effettuate i download. Sicuramente se non siete ordinati ci saranno cose di svariati anni prima. Cancellate tutto quello di cui siete sicuri. Se avete Garage Band MA NON LO USATE, eliminatelo ed eliminate le cartelle relative, ci sono di solito vari giga di campioni. Esiste anche un’applicazione BROOM che vi permette di scovare le cartelle ed i file che occupano più spazio. Costa solo 2,99 euro. Utilissima. 

7. Download Onyx or CCleaner (gratis)

MAC LENTO: Onyx verifica il disco di avvio e la struttura del file system, ti permette anche di effettuare differenti operazioni per la manutenzione. Puo’ pulire la cache, riparare i permessi di sistema. E’ un classico e molto usato tra gli utenti mac. verifies the Startup Disk and the structure of its System files, it also allows you to run miscellaneous tasks of system maintenance. It can clean the cache, repair system permissions and also execute maintenance scripts. This tool is old and trusted among many Mac users.

velocizzare mac

Un’altra app molto usata é CCleaner. Da sempre usata su Windows, ora funziona anche con MAC, molto simile a Onyx. 

7. Virus e Adaware su MAC

Anche su MAC esistono i virus, quindi fornitevi di antivirus e di antiadaware per fare uno scan del vostro sistema. Un adaware gratuito é AdwareMedic , un antivirus puo’ essere BITDEFENDER

8. Aggiornamenti software e hardware.

Apple ultimamente si sforza di produrre sistemi operativi che siano più leggeri e veloci possibile, utilizzando di meno le risorse, ove possibile. Effettua gli aggiornamenti dei sistemi operativi. E se la ram e l’hard disk non sono più supportati cerca di cambiarli o aumentare la potenza.

9. Il desktop dovrebbe essere più vuoto possibile, gestite bene le vostre cartelle.

10. Se Safari é lento, spesso non dipende dal vostro MAC. Chiudete tutte le schede, pulite la cache e riavviate il browser. Se é ancora lento, provate con altri browser. Chrome é tra i più veloci attualmente.

10 CONSIGLI PER PRODURRE MUSICA CHILL OUT e LOUNGE

Lounge e chill out: quante volte avete pensato di comporre un brano  con il computer ma non eravate soddisfatti?
Di seguito alcune tecniche per produrre musica elettronica nello stile lounge.

musica lounge e chill out

1. La prima cosa é assicurarsi che la produzioni sembri naturale, umana. Una buona tecnica é quella di cambiare la velocity delle note, soprattutto delle percussioni per fare sembrare tutto suonato veramente, molti plug-in hanno questa funzione human. Anche spostare di qualche millisecondo alcune note può fare sembrare il brano più naturale.

2. Sempre alla ricerca di un suono vivo, provate ad utilizzare la mod wheel quando registrate i synth, giocare con il pitch, il volume e il tempo farà sembrare il vostro brano suonato da una vera band.

3. Imparate ad usare l’equalizzazione, non sovraccaricate le frequenze. Usate i filtri hi-pass e low-pass per enfatizzare i suoni degli strumenti ed eliminare le frequenze inutili. Lo stile lounge richiede un buon mix per colpire l’ascoltatore.

4. Quando usate i preset dei plug-in non abbiate paura di aggiungere filtri effetti e di smanettare con i knob. Solo in questo modo avrete il vostro suono personale. Usate anche l’effetto layer: sovrapponete vari synth per creare sonorità.

5. Samples: anche sui sample bisogna lavorare, non lasciateli così come sono. Usate i crossfader e il volume per rendere perfetto il looping, tagliateli e invertite le parti, eliminate i rumori di fondo se presenti.

6. Usate i suoni della natura e i pad. I pad rendono tutto più etereo e sono associati spesso a suoni meditativi, i suoni della natura, che potete registrare o trovare online come gocce d’acqua, onde del mare, vento, pioggia, fuoco evocano emozioni forti al cervello umano e che rende la musica chillout rilassante.

7. Per rendere il suono etereo e piacevole, non dimenticate il riverbero. Rendendo tutto più spazioso raggiungerete più facilmente l’effetto di calma desiderato.

8. Il groove é alla base di molti brani chill out. Un giro di basso ben scritto, anche semplice, trasporta le emozioni della persona e rende meno noioso il brano, a meno che non siamo nella musica ambient. Non fate mai riferimento al suono del laptop o delle cuffiette in fase di composizione.

9. Ascoltate molta musica e prendete dei brani di riferimento: cercate di emulare i suoni che vi piacciono, studiate le forme d’onda dei pezzi che amate per paragonare le frequenze, mischiate i generi a modo vostro. Café del Mar e Buddha Bar sono diventate delle referenze nell’ambito della pubblicazione di musica lounge e chill out. Provate ad ascoltarli: Café del Mar

10. VST Free e a pagamento. Il suono deve piacere, per cui non importa quali vst usate. Online ci sono svariati vst free che possono fare al caso vostro come il piano MrRay73 and mda ePiano suonano bene, ma non dimenticate che la differenza potrebbero farla gli effetti che aggiungete. Phaser, chorus, vibrato e equalizzazione sono tra i più usati per la produzione del genere lounge e chill out.