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MONITOR YAHAMA NS10, incredibile ma storici

Le Yamaha NS10, amore e odio.

Molti di voi ne avranno sentito parlare, altri invece non sanno che esistono, altri ancora li hanno usati e amati… o odiati.

Questi monitori in ogni caso hanno fatto la storia della discografia degli anni ottanta e novanta, diventando poco a poco il riferimento in fase di missaggio e mastering nella gran parte degli studi di registrazione del globo. Che avevano di speciale? In molti li hanno sempre disprezzati per la qualità del suono, altri li apprezzavano proprio per questo: i monitor Yamaha NS-10 mostravano tutti i difetti della fase di registrazione e del mix. I fortunati possessori possono confermarlo ancora oggi: povera di bassi, la cassa ha una risposta in frequenza enfatizzata sui medi, intorno ai 2 kHz. I medi quindi, enfatizzano i suoni più problematici e più fastidiosi all’orecchio umano tanto che molti produttori musicali erano sicuri che se un brano si sentiva bene su una Yamaha NS10 allora avrebbe suonato bene dappertutto. Senza i bassi che confondevano l’intero mix, con una forte ‘resistenza’ ai volumi alti, rendevano necessario un duro lavoro di pulizia delle frequenze più fastidiose, cosa che invece sugli altri monitor non veniva fatta in quanto il suono risultava già gradevole. Questo duro lavoro veniva premiato in fase di ascolto, dappertutto, dallo stereo della macchina all’ampli per audiofili, i mix erano ottimi.

Yamaha ns10

Nati nel 1978, erano stati concepiti come casse hi-fi, ma non ebbero tanto successo.  Fu un certo Bob Clearmountain, ingegnere del suono di Bruce Springsteen, Bryan Adams, Rolling Stone e Simple Minds, che iniziò ad usarle e farle acquisire notorietà. Qualche Grammy più tardi iniziarono a essere il riferimento per tutti i mix, ed erano in tutti gli studi di registrazione.

Tra i tecnici, nacque anche un un dibattito sui tweeter, che ad alcuni proprio non piacevano. Il signor Bob, per attenuare le frequenze dei tweeter poneva uno strato di carta igienica proprio su di essi e pare che il dibattito vertesse proprio su quanti strati e che tipo di carta utilizzare.

Dopo varie varianti, la Yamaha decide di fermare la produzione nel 2001, dopo 14 anni di onorata carriera, per lasciare posto ai nuovi MSP. La polpa della cellulosa utilizzata per fare i woofer era sempre più difficile da trovare e nessun materiale sembrava poter avere lo stesso effetto, per cui hanno creato la nuova linea.

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